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Il potere delle piccole cose

La legge della conservazione della massa,
o anche dataviz in real life

È un tema al quale ritorno spesso, a volte mi ci aggrappo proprio. Nella ricerca di una disciplina, nel portare a compimento un’idea, nell’arrivare a fine giornata con la sensazione di aver fatto qualcosa.

È la continua lotta contro lo scorrere del tempo e vederlo materializzato trasformando il caos in ordine, e viceversa.

Gli ultimi mesi sono stati un continuo impegno per evitare lo smarrimento, magnetizzare la bussola e ritrovare la direzione, per poi inciampare su un minuscolo sassolino e sentirsi persi di nuovo. Affogare in un bicchier d’acqua. Trovare un senso era già prima un ferreo esercizio di dedizione, figuriamoci nei mesi di pandemia.

Il mio è un lavoro “creativo”, chiunque ne abbia esperienza sa che è davvero «1% ispirazione e 99% traspirazione» (cit.). Per poterlo fare al meglio servono fiducia, competenze, emozioni e passione. La mente e l’anima vanno nutrite, riempite e fatte respirare.

Anche per questo riuscire ad essere costantemente prolifica e foriera di idee e soluzioni ultimamente è un po’ più difficile. La sensazione è quella di inaridimento, di dover coltivare un rigoglioso orto senza neppure un secchiello di terra nella quale piantare semi o talee.

Ma ho avuto la fortuna di poter sperimentare e superare diversi momenti complicati, e oggi si possono fare anche dei bellissimi orti idroponici. :·)

Senso / direzione / logica / coerenza / congruenza / ragione / scopo / intento

Leggendo un libro di Pietro Trabucchi ho sottolineato che “Le persone non sono stressate dagli eventi in sé , ma dal modo in cui li interpretano”.

Trovare nuovi modi di applicare la legge fisica della conservazione della massa è una sfida bellissima, e trovare il senso nei frammenti di bellezza (o desolazione) che ci si palesano come briciole sul sentiero è merito e responsabilità tutta nostra.

In molti casi abbiamo del tempo in più a disposizione, e possiamo scegliere di impiegarlo in azioni tanto semplici quanto importanti. Sì, sì. Sono un’ingenua sostenitrice del potere di una piccola goccia nell’oceano, così come della teoria del caos applicata alla quotidianità.

Data viz in real life, illustrazione di Carin Marzaro

Senza procrastinare in voli pindarici, viro velocemente alla tangibilità nel modo più spartano ed efficace. Questo è uno dei modi che ho trovato.

In una delle tante giornate uguali fra loro, in cui l’unico modo di godere dell’aria aperta è uscire nei pressi di casa (con enorme gratitudine di poterlo fare) ho deciso di cambiare equipaggiamento e, al posto delle solite cuffie e lista di podcast arretrati, ho recuperato:

  • guanti
  • sacchi per la differenziata
  • abilità ninja per saltare i fossi per lungo

Ho materializzato così un’ora di tempo e 4 chilometri sotto forma di due sacchi di rifiuti che giacevano gettati ovunque fra i fili d’erba, ai lati della strada.
Praticamente: una data visualization nella vita reale.

So che molti si stanno annoiando, in questi giorni di lockdown dai colori più o meno intensi. E sono certa di quante interminabili mezzore a non fare altro che scrollare, scorrere in continuazione Facebook, poi Instagram, Netflix, l’homepage di “Nomequotidianoacaso” ad libitum.

Se, nel prossimo giorno in cui non piove, usciamo a fare due passi armati di sacchetti e guanti, e tiriamo su anche solo una cartaccia da terra avremo impiegato il nostro tempo in modo proficuo e prezioso per il pianeta che ci ospita, e per noi. Fico, no?

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma»

Sarei felice di leggere altre personali strategie di trasformazione che abbiano un impatto ecologico, di sostenibilità, sociale o emotivo su di voi, su chi o cosa avete vicino.

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Per me è il modo migliore per usare i social e le possibilità che ci mettono a disposizione: non per avere ragione, non per lamentarci, ma per condividere e creare un ambiente costruttivo e di dialogo positivo.

Ciao!
Carin

Data viz in real life, illustrazione di Carin Marzaro

ciao@carinmarzaro.com

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